Siamo felici di annunciare che sarà Michela Bellinetti a guidare la nostra prima squadra femminile nel prossimo campionato di Serie B2.
Per Michela si tratta di un ritorno a casa: ha infatti già vestito i nostri colori in passato come atleta, nella stagione 2006-2007 in Serie B1, e nelle due stagioni successive in Serie C. Un percorso che l’ha vista protagonista in campo e che oggi si rinnova, con un ruolo diverso ma con lo stesso entusiasmo e senso di appartenenza che l’ha sempre contraddistinta.
Dopo l’esperienza con la nostra maglia, Michela è tornata a San Giorgio di Nogaro, la sua casa sportiva, dove ha intrapreso il cammino da allenatrice. In questi anni ha maturato una solida esperienza tra Serie C e Serie B2, prima con la Pallavolo Sangiorgina, appunto, e negli ultimi due anni con la Pav Natisonia dimostrando competenza tecnica, leadership e una grande capacità di lavorare con le giovani atlete.
Le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla meglio.
Qual’è stato il momento più memorabile della tua carriera da giocatrice e cosa ti ha lasciato?
La carriera è stata abbastanza ampia ma sicuramente il momento più memorabile è stata una mitica promozione in B1 che ho fatto praticamente con il mio secondo figlio in grembo. È stato un mix di emozioni incredibili perchè comunque un po’ di adrenalina e paura anche, il momento più topico è stato appunto all’ultima partita, dopo una lunga cavalcata, quando ho comunicato alle mie compagne che aspettavo un bambino e loro hanno fatto una grandissima prestazione ed è stata la chiusa proprio con la promozione ed è stata la cosa più bella in assoluto.
Il ricordo più bello legato alla tua carriera pallavolistica?
Gli inizi della mia carriera, quindi quando ero molto giovane, il ricordo più bello è stato proprio il giocare insieme alle mie due sorelle, con le quali sono molto unita, per quel primo tratto di carriera, abbiamo fatto un po’ la storia della Pallavolo Sangiorgina, eravamo un trio terribile e questo ci ha unite ancora di più sia in campo che fuori. Un ricordo invece da allenatrice potrei dire l’esordio come prima allenatrice della prima squadra, sempre al San Giorgio, che è stata la mia casa per molti anni, con subito la promozione e in quella squadra militava una giovanissima Sofia D’Odorico che poi ha spiccato il volo.
Ad un certo punto è arrivato il momento di lasciare il centro del campo e mettersi a lato, quindi come è stato diventare allenatrice?
Diciamo che è stata una cosa abbastanza naturale, nel senso che ho giocato per tanto tempo e negli ultimi anni giocavo veramente con ragazzine tanto più giovani di me e ho iniziato a fare un po’ da allenatrice in campo e ho capito che mi piaceva molto farlo. Quindi quando è stato il momento di “appendere le ginocchiere” ero super pronta e desiderosa di trasferire i miei valori e la mia grinta e la mia conoscenza alle ragazze. È stato molto bello e mi gratifica molto ancora oggi.
Come ti descriveresti come allenatrice?
È sempre molto difficile descriversi, preferisci che siano gli altri a darti un giudizio. Comunque mi sento un’allenatrice abbastanza esigente per quanto riguarda il rispetto dell’impegno e del metterci tutto in campo, che è fondamentale, e richiedo sempre alle ragazze. Quello che mi piace è anche che si crei in palestra un clima positivo, sereno, cercando di responsabilizzare le atlete senza essere un dittatore e siccome ci tengo alla tecnica che ognuno abbia la responsabilità di migliorare nei dettagli per diventare un giocatore sempre più forte.
La scelta di ritornare in quella che per tre anni è stata la tua casa come atleta, come sarà tornare a Pordenone?
Io sono contentissima di ritornare, è stata una cosa casuale, ma io a Pordenone mi sono trovata molto bene. Ritorno nella stessa società che mi accolta anni fa e sono felicissima, al Pala Gallini ho sempre giocato benissimo, e penso anche che allenare avrà la stessa emozione.
Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Insieme per Pordenone per le prossime stagioni?
Quando mi è arrivata questa offerta sono stata molto lusingata perchè, oltre a tornare ad una serie nazionale e alla città di Pordenone che mi aveva già bene accolta, il progetto mi affascina molto ed è molto innovativo, moderno, che mette al centro l’atleta anche dal punto di vista della motivazione ed è una cosa che mi ha sempre affascinato. Lavorare in equipe in questo modo è una cosa molto bella.
Una tua frase, un tuo mantra, che descrive cos’è per te la pallavolo?
La pallavolo per me più che uno sport è uno stile di vita. Non mi vedo senza un pallone fra le mani. Per me è sempre stata una cosa bellissima che mi ha sempre emozionato e mi ha appassionata, mi viene da pensare la frase “Il cuore nel pallone” che è anche la mia pagina social e che sta a significare proprio la dedizione a questa palla che mi ha sempre affascinato e che mi accompagnerà anche nei prossimi anni.
Un saluto e una promessa da fare ai nostri tifosi?
Sarebbe bello rivedere tanti tifosi che per un momento della loro vita avevano abbandonato Pordenone o la palestra, i vecchi ultras, le vecchie colleghe con figli o nipoti e quant’altro. Quindi vi invito a tornare al PalaGallini a seguire questa società e magari ci si rincontra piacevolmente e ricreiamo una tifoseria seria come c’era un tempo
Benvenuta (di nuovo), Michela! Siamo pronti a scrivere insieme un nuovo capitolo.
